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COSI' MORIVO


le gambe spiegate a disegnare un compasso inverso.
Dalle caviglie tese, puntano i piedi tremanti
sollevati appena sopra le lenzuola.


Fermi i suoi occhi.


E tutte e due mani a stringermi la testa,
a ché la bocca mia bevesse il suo profumo,
ed il suo odore mi prendesse il corpo.


Così morivo nel darle il suo piacere a cazzo duro.

Pubblicato il 11/5/2009 alle 11.52 nella rubrica diario.

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